Nel mio lavoro come consulente del sonno infantile adotto un approccio gentile, rispettoso e centrato sulla relazione. Mi ispiro ai principi della disciplina dolce, che riconosce i bisogni emotivi del bambino e promuove una connessione sicura tra genitore e figlio.
Credo che il sonno non sia un comportamento da “correggere”, ma una competenza che si sviluppa nel tempo, sostenuta dalla presenza, dalla co-regolazione e dalla fiducia. Per questo motivo, i percorsi che propongo sono sempre personalizzati, flessibili e costruiti nel rispetto dei tempi e del temperamento di ogni bambino, così come dei valori della famiglia.
Ma soprattutto...
Mi discosto fermamente da metodi rigidi e standardizzati e dai training sul sonno che prevedono l’estinzione del pianto, anche nelle sue forme graduali. Non utilizzo approcci come il METODO FERBER, il METODO ESTIVILL o SLEEP SENSE, né strategie che implicano lasciare il bambino da solo a gestire emozioni intense senza supporto. Ritengo infatti che il pianto sia una forma di comunicazione, non un comportamento da ignorare.
Il mio obiettivo è accompagnare le famiglie verso un sonno più sereno, senza forzature, creando routine sostenibili e rispettose, e offrendo strumenti pratici che tengano conto sia del benessere del bambino sia di quello dei genitori.
